Le 17 stazioni dismesse della linea Avellino Rocchetta tornano al centro di un progetto di recupero

Regione Campania, quindi Acamir, Fri, Fondazione Ferrovie dello Stato, società satelliti impegnate a vario titolo nel percorso e architetti tornano a riunirsi per rendere cantierabile il maxi progetto di recupero e valorizzazione in chiave turistica delle "impresenziate", un patrimonio immobiliare di oltre 2 milioni di euro

Le 17 stazioni dismesse della linea ferroviaria Avellino Rocchetta tornano al centro di un complesso progetto di recupero in chiave turistica. Già nel 2018 fu il manager della fondazione Ferrovie dello stato Luigi Cantamessa, ad annunciare a Lioni la svolta per le cosiddette imprensenziate, un patrimonio immobiliare di oltre 2 milioni di euro oggetto di valorizzazione e rilancio da Avellino a Rocchetta Sant’Antonio.

A distanza di qualche anno, ieri presso la sede di Acamir a Napoli, l’incontro con Rfi, Fondazione Ferrovie dello Stato e le società satelliti impegnate nel progetto insieme agli architetti per rendere cantierabile il maxi progetto.

Già a Pietrarsa, qualche giorno fa, l’assessore alla viabilità Luca Cascone il vice governatore Bonavitacola avevano manifestato la volontà politica di individuare risorse utili al rilancio della complessa rete ferroviaria campana.

Confermato lo studio di fattibilità elaborato dagli operatori economici Constructura consultulting e l’architetto irpino Angelo Verderosa, il complesso panel di attori oggi si adopera per aggiornare il progetto rispetto al nuovo codice degli appalti e renderlo cantierabile. Incassato l’ok di ferrovie e fondazione, la Regione attraverso Acamir, si impegna a individuare i fondi e a realizzare il progetto, ma spetterà ai comuni, associazioni e privati predisporre un piano di gestione rilancio dal basso.

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