Riapertura tribunale in Alta Irpinia, il Comune di Sant’Angelo garantisce la sede e fondi propri

A sostegno della proposta di riapertura del presidio di giustizia altirpino hanno deliberato anche i comune di Montemarano, Gesualdo, Castelvetere sul Calore e Volturara Irpina. Il Consiglio comunale presieduto dalla sindaca Repole sottoscrive la volontà politica di chiedere la deroga per le aree interne

La battaglia per la riapertura del tribunale in Alta Irpinia è ancora aperta. Nella recente adunanza la sindaca Rosanna Repole ha edotto il consiglio comunale sui passi compiuti in merito all’accoglimento dell’istanza da parte dei comuni dell’ex circondario giudiziario di Sant’Angelo dei Lombardi. Hanno accolto la proposta avanzata dall’area pilota anche le amministrazioni di Montemarano, Volturara Irpina, Castelvetere sul Calore e Gesualdo. “Senza contare altri comuni che hanno omesso di pronunciarsi formalmente” dichiara.

In attesa di un pronunciamento del coordinamento nazionale dei tribunali soppressi, che segue la vicenda al Governo, ma anche nelle Commissioni di Camera e Senato, la sindaca Repole conferma l’ipotesi di lavoro annunciata e condivide la stesura di ampie argomentazioni a supporto della tesi. Prima tra tutte, la marginalità e la connotazione di Area Interna, acclarata non solo dalla definizione Snai, ma da un oggettivo isolamento geografico a cui il territorio è costretto.

Il raggiungimento dei 120 mila abitanti stabiliti come parametro numerico di riferimento sarebbe ampiamente raggiunto e superato con l’aggregazione dei comuni al confine con la Basilicata e con la provincia di Salerno. “Un tribunale in Alta Irpinia diventa attrattivo per le aree di cerniera, su cui pure sono stati indeboliti i presidi di giustizia”. Il riferimento è al tribunale di Sala Consilina, pure finito nella mannaia del Governo Monti.

Infine, il Comune annuncia la disponibilità di una sede in cui allocare gli uffici e garantisce l’appostamento di una cifra congrua ricavata dall’avanzo di amministrazione per far decollare le spese di attivazione. La sede individuata è quella dell’attuale commissariato di polizia, adiacente agli uffici del giudice di pace. Il presidio delle forze di polizia ha già trovato una nuova collocazione: l’edificio dell’ex comune nel cuore del centro storico in Piazza Umberto I. “La strategia immaginata guarda all’interesse generale dell’intero circondario” argomenta la sindaca.

Repole infine sminuisce ogni ipotesi di scontro politico con il fronte arianese che in questi giorni sta avanzando sulla proposta di riapertura del tribunale ufitano. “Si tratta di due percorsi politici distinti: noi stiamo solo rivendicando un diritto come area interna e leggiamo la domanda di giustizia di un territorio extra-regionale privo di riferimenti” conclude.

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