Un nuovo Alto Calore aperto alla comunità dell’Irpinia. Lenzi dialoga con Vescovi e Associazioni
L'amministratore unico dell'Alto Calore Antonio Lenzi ha aperto alla proposta di un Consiglio Pubblico dell’Acqua, dialogando questa mattina ad Avellino con i vescovi irpini sulle soluzioni da dare alla crisi idrica. "Il nuovo corso avviato nell'Azienda dalla Regione Campania darà i suoi frutti”, ha affermato
Il problema della mancanza di acqua in Irpinia, come nel resto dell’Italia, è la principale preoccupazione delle comunità e dell’economia dall’agricoltura all’industria. Non si tratta di rattoppare qualche condotta, ma di ripensare e rifondare un sistema, che influenza la vita quotidiana di cittadini ed ecosistema. Su questo punto sono stati tutti d’accordo questa mattina nel Polo Giovani di Avellino, dove si sono incontrati l’amministratore unico dell’Alto Calore Antonio Lenzi e i Vescovi irpini delle Diocesi di Avellino, di Ariano-Lacedonia, di San’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, riuniti dalle associazioni. Per questo Legambiente, Arci e Libera, hanno proposto di favorire la partecipazione dei cittadini con l’istituzione di un Consiglio Pubblico dell’Acqua. D’accordo l’Amministratore Lenzi, che ha ricordato di aver parlato per primo di una questione idrica in Irpinia, ma anche il Vescovo di Ariano Melillo, che esorta la politica a non lasciare solo l’Alto Calore. “Il nuovo corso avviato nell’Alto Calore dalla Regione Campania darà i suoi frutti”, ha affermato Lenzi, ricordando, però, che il percorso di risanamento aziendale è appena agli inizi. C’è bisogno di una stagione dei doveri, è l’appello del Vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, che non ha risparmiato una bacchettata alle istituzioni
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