IL CORSIVO – Giorgia Meloni e “(Lo)-Renz…i d’Arabia”

Venerdì 21 marzo, primo giorno di primavera: se gli ormoni non sono in tempesta, di certo qualche “arrevotamiento” comunque lo porta l’incremento stagionale. Proviamo a trovarne una ragione rileggendo insieme questi due post di Matteo Renzi pubblicati a distanza di pochi secondi l’uno dall’altro.
Il primo: “Meloni usa Ventotene per distrarre e provocare. L’Influencer (sempre Meloni nel linguaggio di Matteo, stesso titolo del suo ultimo libro, ndr) vuole che non si parli del ceto medio che soffre e dei dazi di Trump contro le imprese italiane. E quindi cerca la rissa verbale”.
Il secondo: “Dopo mesi ieri sono tornato da Lilli Gruber. Abbiamo parlato di molte cose, dalla politica estera al dramma di dazi e bollette. E naturalmente anche del tentativo della Influencer di farmi stare zitto, tentativo destinato al fallimento. Che pensate?”.
Sulla domanda dell’ex Premier, ex segretario del Pd da 42%, ex bravissimo sindaco di Firenze ed ex “enfant” oggettivamente “prodige”, desideriamo esprimere anche il nostro pensiero, come generalmente da lui richiesto.
Noi pensiamo essenzialmente due cose. La prima è che Renzi fa affermazioni fondate e condivisibili su tutta la linea riferita a Meloni. La presidente del Consiglio ha utilizzato Ventotene, consapevolmente scivolando sulla Storia, per nascondere sotto la biblica foglia di fico la vergogna dell’amicizia di due acerrimi nemici dell’Europa e dell’Italia, oltre che “compari” di Putin, ossia Donald Trump e Elon Musk.
La seconda è che, pur avendo ragione nel merito, Renzi è stato nella forma cinico, più che ironico, sprezzante e visibilmente animato da spirito vendicativo. La causa? Se n’è parlato tanto: la cosiddetta norma anti-Renzi voluta essenzialmente dal governo Meloni, ovvero il divieto per i parlamentari (oltre a pochissime altre figure istituzionali) di percepire compensi per incarichi da Paesi extra-Ue. Ora, se si consideri che l’ex leader del Pd (e tanti altri “ex” ancora) ha incassato negli ultimi anni diversi milioni di euro, soprattutto per consulenze e conferenze negli Emirati arabi – tanto da ispirarci il soprannome di “(Lo)Renz…i d’Arabia” – si capisce la legittima (?) rabbia che deve covare dentro. Va da sé: in massima misura nei confronti della leader di Fratelli d’Italia, vera ispiratrice – si dice – di quella normetta che fa fare la cura dimagrante, e che cura!, al conto in banca.
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